Cessione del quinto ventennale

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Qualora il lavoratore necessiti di un’ingente somma di denaro per sostenere una spesa importante, come abbiamo visto può ricorrere alla soluzione della cessione del quinto di stipendio. Con questa tipologia la restituzione della somma può essere dilazionata, a discrezione del richiedente, su tot anni. Normalmente i tempi di restituzione della somma erogata vanno da cinque ad un tetto di 10 anni. In alcuni casi eccezionali è possibile riformulare la rata e il tempo di restituzione dell’intero importo.

I maggiori gruppi bancari italiani, ultimamente, a fronte di idonee garanzie, non si fanno problemi ad erogare prestiti fino a 180 mensilità.La prova è data da istituti come Intesa Sanpaolo. Recentemente questo istituto ha ideato un finanziamento con piano di rimborso a 15 anni.

Cessione del quinto di stipendio: il tetto di cessione

Normalmente la cessione del quinto di stipendio ha un tetto di tot mensilità. In casi particolari si può ottenere una dilazione del termine. A questa soluzione di restituzione del capitale possono generalmente accedere alcune categorie di lavoratori. In particolare sono facilitati all’accesso a questa formula di credito quei dipendenti pubblici e statali iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Essi devono avere maturato anzianità lavorativa e, ovviamente, dei versamenti contributivi. E’ necessario che l’iscritto abbia un impiego con contratto a tempo indeterminato. Inoltre il prestito dovrà essere compreso nella durata dell’attività professionale, con la garanzia del Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

Di norma, il finanziamento personale ha una durata massima di 10 anni o 120 mesi. Questo nel caso in cui la rateazione ricade su quella mensile (120 rate). Tuttavia sempre più istituti di credito italiani si stanno adoperando per erogare finanziamenti personali rimborsabili in molte più rate. In particolare vi sono prestiti con formule a 180 rate, cioè fino a 15 anni. Le motivazioni non vanno ricercate solo nel favorire il cliente, ma ciò permette di ottenere due importanti effetti:

  • Il primo effetto è quello di poter abbassare la rata;
  • Erogare cifre sempre più importanti. Si parla infatti di prestiti personali anche di 75000 euro. Questa cifra rappresenta il limite quantitativo regolato dalla Legge, oltre il quale i finanziamenti vengono sì erogati, ma non si applicano alcune tutele legali previste entro il limite indicato.

Alcune alternative con piano ventennale

Una via alternativa alla normale cessione del quinto di stipendio è costituita dal prestito Inpdap ventennale. Questa tipologia di prestito, altrimenti denominata prestito pluriennale gestione dipendenti pubblici, è principalmente rivolta ai dipendenti e ai pensionati iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.
Questa formula consiste in un prestito da rimborsare a quote costanti tramite trattenuta sullo stipendio o sulla pensione non superiore ad un quinto dello stesso.

I prestiti per i dipendenti ideati da Poste Italiane

Per i dipendenti di Poste Italiane esistono alcune formule particolari. Il gruppo Poste italiane ha ideato infatti i prestiti pluriennali Gestione Fondi Gruppo Poste Italiane. Si tratta di formule di prestito di durata quinquennale o decennale. Essi sono concessi nella quota massima pari al quinto dello stipendio o della pensione. Intendiamo importi netti. Sono dunque formule similari alla cessione del quinto già analizzata per altre categorie di lavoratori parastatale.

Prestiti pluriennali garantiti per i lavoratori iscritti alla gestione ex Inpdap

I prestiti pluriennali garantiti gestione dipendenti pubblici sono rivolti ai lavoratori iscritti alla gestione ex Inpdap. Questa tipologia di prestito consistono in un finanziamento da parte delle società finanziarie accreditate presso l’Inps. I prestiti pluriennali garantiti permettono di tutelarsi dal rischio di decesso dell’iscritto prima che venga estinta la cessione. Questa soluzione tutela anche la cessazione del servizio senza diritto alla pensione, o la riduzione dello stipendio del cedente. Le caratteristiche di questo finanziamento sono elencate di seguito:

  • Durata dai 5 ai 10 anni (come per la maggior parte delle cessioni del quinto);
  • Tasso variabile definito e costante;
  • Spese di amministrazione applicate per un importo pari allo 0,5%;
  • Premio compensativo per rischio di insolvenza tra l’1,5% ed il 3% per i prestiti quinquennali e per quelli decennali.

Prestiti personali durata 15 anni: fino a che cifra conviene?

L’equilibrio di cui accennavamo si raggiunge fino a prestiti di 50000 – 60000 euro in 180 mesi. Oltre questa somma conviene scegliere la soluzione del mutuo liquidità. Quest’ultimo vanta dei costi accessori di gran lunga superiori rispetto al prestito personale.

Posti a confronto, il prestito personale vanta quasi zero spese accessorie, ma superiori tassi di interesse. Fino alle somme di 50 mila o 60 mila euro non vi è un risparmio significativo nello scegliere l’uno o l’altro finanziamento considerandolo fino a 15 anni. E’ inteso, includendo le spese accessorie del mutuo. Consideriamo inoltre l’onere di dover ipotecare la propria casa o, vincolo che non esiste nel caso del prestito. Per importi ancora superiori conviene scegliere la strada del mutuo. Grazie a questa soluzione oltrepassare il tetto dei quindici anni ed arrivare ai prestiti ventennali spendendo la metà di interessi passivi rispetto ad un prestito personale rimborsabile in quindici o venti anni.

Il mutuo liquidità

Questa formula di prestito costituisce una valida alternativa ai prestiti.

Il mutuo liquidità è una soluzione finanziaria sconosciuta ai più. Questo prodotto permette di ottenere denaro per affrontare spese impreviste o, ad esempio, per finanziare gli studi dei figli, proprio come avviene con un normale prestito.
Il requisito per poterlo richiedere è la proprietà di un immobile libero da ipoteca, posto a garanzia dell’importo richiesto.

Questa tipologia di mutuo ha tassi più bassi rispetto ai prestiti tradizionali. Ciò che a noi maggiormente interessa è il piano di rimborso: la durata massima è di 30 anni, contro i 10 normalmente previsti dalle cessioni del quinto o dai normali prestiti. Lo svantaggio è che, rispetto ai prestiti e le cessioni del quinto, le tempistiche e le verifiche di fattibilità molto più vincolanti. Abbiamo infatti dedicato alcuni articoli alle tempistiche di erogazione delle cessioni del quinto.

Una volta raccolta la documentazione, se non vi sono elementi ostativi, la cessione può avvenire nell’arco di pochissimi giorni lavorativi. Nel caso del mutuo, ricordiamo che l’importo a garanzia deve essere abbinato a una polizza assicurativa. Questa è stipulata a copertura da rischi che compromettano l’integrità dell’immobile posto a garanzia.

Vediamo di seguito il confronto tra il mutuo liquidità e la cessione del quinto:

Dati a confronto Cessione del quinto Mutuo liquidità
Finalizzazione No Si
Tasso medio Fisso Più alto dei prestiti tradizionali
Piano di rimborso Normalmente da 5 a 10 anni. In alcuni casi fino a 180 mesi (ovvero 15 anni) Durata massima di 30 anni
Garanzie Normalmente no, l’unica garanzia è il contratto di lavoro a tempo determinato Si, viene posto un immobile a garanzia