Cessione del quinto con acconto immediato

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La cessione del quinto è una forma di finanziamento che consente a chi ha uno stipendio fisso e costante o a chi percepisce una pensione di poter ottenere un prestito, rimborsando il debito mediante delle trattenute sulla busta paga. Le rate mensili corrispondono ad un quinto della retribuzione mensile o della pensione. A richiedere questo tipo di prestito con cessione del quinto sono i lavoratori dipendenti con busta paga o chi ha maturato una certa anzianità di servizio. Inoltre i beneficiari della cessione del quinto sono i pensionati che andranno a cedere un quinto della pensione percepita ogni mese.

Il prestito con cessione del quinto viene considerata una soluzione vantaggiosa quando si ha necessità di ottenere un anticipo di denaro sull’importo totale del finanziamento. Le tempistiche per ottenere questo tipo di prestito cambiano a seconda pure dell’azienda e del datore di lavoro. In questo articolo proveremo ad illustrarvi come ottenere un acconto immediato del prestito con cessione del quinto. Restate sintonizzati!

Come fare

Per acconto immediato sulla cessione del quinto si intende una somma di denaro che viene erogata in tempi rapidi e che consente al beneficiario di far fronte a tutte le spese urgenti senza dover per forza aspettare la fine del percorso del prestito. In questo modo si può ottenere fino al 50 per cento dell’importo richiesto alla banca o alla finanziaria.

Il denaro verrà concesso al richiedente soltanto dopo pochi giorni dalla firma del contratto di finanziamento.

Può succedere a tutti nella vita, soprattutto in questi tempi, di doversi ritrovare ad affrontare una spesa improvvisa. Può capitare che il dentista chieda subito una somma di denaro importante prima di iniziare un intervento o magari bisogna versare una caparra per l’acquisto di una macchina. Che fare? Avvilirsi e andare in panico non sono risposte accettabili. Un rimedio è quello di avanzare una richiesta di prefinanziamento mentre intanto la banca o la finanziaria si occupano della pratica del prestito che è stato richiesto.

Nella maggior parte dei casi in pochi giorni si potrà ottenere un anticipo sull’importo netto erogato. Un modo, dunque, per tirare un sospiro di sollievo. Questo acconto immediato non è altro che un prefinanziamento e dunque un prestito personale che andrà ad estinguersi al completamento dell’iter della Cessione del Quinto. La richiesta dell’acconto è una procedura semplice da eseguire: al termine delle firme dei contratti e una volta emessi i certificati di polizza, si può inoltrare questa domanda. La somma richiesta verrà naturalmente erogata dalla banca o dalla finanziaria.

Se si richiede una somma uguale o inferiore al 50 per cento del netto ricavo della cessione del quinto non si avranno difficoltà nella domanda. Se invece la richiesta è superiore (può arrivare fino al 90 per cento) allora ci sarà una valutazione più attenta da parte della banca.

Tutto ciò che riguarda la cessione del quinto per dipendenti pubblici e statali risulta più semplice perché si tratta di operazioni autorizzate. La situazione si complica quando invece il richiedente è un dipendente di un’azienda privata.

Come si calcola: l’esempio

L’acconto immediato è dunque un prefinanziamento: sulla somma richiesta vengono calcolati gli interessi giornalieri in base al Tan (tasso annuo nominale) previsto nel contratto stipulato dal richiedente. Immaginiamo allora di voler richiedere un acconto di 2500 euro. Se la liquidazione della somma avviene dopo una settimana dall’acconto, gli interessi calcolati sul prefinanziamento saranno di 2,87 euro. L’importo verrà sottratto dalla liquidazione finale a saldo. Questa è solo una semplice simulazione per dimostrare a chi sta pensando di richiedere un acconto immediato del prestito quale sia il suo costo. Il “prezzo” da pagare cambia in base naturalmente all’importo che si richiede e alle condizioni che vengono proposte dalla banca o dalla finanziaria al cliente.

I documenti

Chi intende ottenere un prestito con cessione del quinto deve naturalmente presentare una documentazione. Se tale forma di finanziamento viene richiesta da dipendenti pubblici, statali, dipendenti delle strutture parapubbliche e dipendenti di aziende private, è necessario che ci sia un contratto a tempo indeterminato e almeno tre anni di anzianità. Quest’ultimo aspetto serve perché indicherà che tali beneficiari del finanziamento avranno maturato una somma di Tfr.

Possono richiedere un prestito con cessione del quinto anche i soggetti con pensione di anzianità. Verranno applicate le stesse procedure, Tan e Taeg, anche se in alcuni casi sarà data importanza all’età. Ci spieghiamo meglio: molte banche o finanziarie permettono l’erogazione del capitale fino ai 70, 75 anni del richiedente con un limite del piano di ammortamento fino a 80, 85 anni.

Non potranno usufruire della cessione del quinto coloro che percepiscono pensioni di invalidità, quote assegni familiari, indennità al sostegno al reddito, lavoratori in cassa integrazione o in mobilità.

Negli ultimi anni, comunque, molti istituti di credito stanno aprendo le porte anche a soggetti lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato di almeno un anno che presentano la domanda di prestito con cessione del quinto. Il piano di rimborso in questi casi non potrà andare oltre il periodo del rapporto di lavoro. C’è da dire che i tassi di interesse sono più alti e che servono altre garanzie: se manca il trattamento di fine rapporto, che viene chiesto al datore di lavoro qualora non venisse saldato il debito, può essere necessario presentarsi con un garante.

I documenti da presentare per fare richiesta di un prestito con cessione del quinto sono:

  • Documenti anagrafici: carta di identità in corso di validità, codice fiscale o tessera sanitaria, recapito rete fissa e cellulare intestato al soggetto richiedente.
  • Certificazione di stipendio: documento che attesta il servizio presso un luogo di lavoro. Va presentato in originale e può essere richiesto direttamente all’ufficio amministrazione della propria azienda o ente. In base a tale certificato sarà possibile calcolare l’importo massimo erogabile, la rata mensile di rimborso e la durata del piano di ammortamento. Al suo interno ci sono infatti: la data di assunzione in servizio, la qualifica professionale, la retribuzione lorda e netta annua e mensile, il Tfr maturato (accantonato), i provvedimenti disciplinari e le trattenute o pignoramenti che già insistono sulla retribuzione.
  • Copia del Cud: in questo documento è presente la retribuzione annua lorda del richiedente prestito.
  • Ultima busta paga o cedolino della pensione
  • Copia degli estratti contributivi Inps: si può scaricare sia dal sito Inps, inserendo il proprio Username e Password o rivolgersi alla sede dell’ente pensionistico più vicino casa e presentare richiesta di una copia.
  • Estratto conto del conto corrente

Una volta presentata questa ricca documentazione, l’istituto di credito dà il via all’istruttoria mediante la delibera del finanziamento. Il contratto viene notificato al datore di lavoro o all’ente pensionistico.

Con l’acconto immediato è possibile ridurre i tempi e ottenere un anticipo in modo più rapido. Il capitale verrà erogato qualche giorno dopo aver firmato il contratto.

Quanto si può richiedere?

Nella maggior parte dei casi l’acconto immediato non può andare oltre il 50 per cento del prestito in totale. Parliamo di circa 5mila, 6mila euro. E’ chiaro che l’acconto sula cessione del quinto viene conteggiato in base all’importo netto del finanziamento. Non vengono incluse nel calcolo le possibili estinzioni.

Se il montante del prestito è pari a 20mila euro e l’estinzione di una precedente cessione del quinto è pari a 12mila euro, allora l’acconto non potrà essere superiore al 50 per cento della differenza, ovvero a 4mila euro.

Il rimborso

Come si può rimborsare l’acconto? E cosa succede dopo che è stato erogato il finanziamento? Sono alcune delle domande che ci poniamo in questi momenti. La risposta è semplice: quando ci viene dato l’ok per la somma che abbiamo richiesto, l’istituto di credito detrae l‘acconto dal saldo finale.

Il contratto di prestito con cessione del quinto estingue automaticamente l’accordo del prefinanziamento.

Un altro interrogativo frequente è quello relativo al costo dell’acconto. Sulla somma che ci viene erogata in anticipo, la banca calcola alcuni interessi al Tan che è stato stabilito per contratto. In pratica: su un acconto di 2500 euro e con un Tan al 6%, il costo è di 0,41 centesimi al giorno. Se la durata del contratto del prefinanziamento è pari ad un mese, allora la somma totale degli interessi sarà di circa 13 euro.

L’acconto sulla cessione del quinto è in generale una soluzione poco onerosa. Viene inoltre concessa molto facilmente e in tempi rapidi.

Ad usufruire di questo anticipo possono essere tutti coloro che percepiscono un reddito fisso mensile: parliamo sia di lavoratori dipendenti che di pensionati.

Che fare se la pratica non si conclude?

Se la banca concede un acconto, è difficile che la pratica del prestito non venga poi conclusa e portata a termine. Si tratta di una circostanza rara in quanto nel momento in cui viene accordato l’acconto, l’istituto di credito ha già dato il via per concedere il finanziamento.

Se proprio dovesse registrarsi questo evento allora il beneficiario dell’acconto dovrà restituire la somma che la banca ha anticipato, tenendo conto dei tempi e dei modi indicati nel contratto del prefinanziamento. Solitamente entro tre mesi.

Può capitare inoltre che lo stesso acconto venga rifiutato quando la documentazione non è completa o quando non c’è certezza sul rimborso del capitale richiesto.