Prestiti e finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio e della pensione, migliori offerte pubblicato in HOME

I prestiti con cessione del quinto sono una tipologia di finanziamento a tasso fisso dedicata ai soggetti in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o in pensione. La garanzia della restituzione della somma è la busta paga. L’importo della rata è infatti detratto direttamente dallo stipendio mensile e versato all’agenzia finanziaria o altro istituto bancario. È il datore di lavoro o ente di previdenza che si assume la responsabilità di versare mensilmente le rate all’agenzia erogatrice del prestito fino al termine della corresponsione del finanziamento. L’importo della rata mensile non può però essere superiore a 1/5 della retribuzione mensile al netto delle trattenute fiscali, ecco perché viene chiamato ‘cessione del quinto dello stipendio o della pensione’.

Nella cessione del quinto deve essere giustificata la richiesta del finanziamento: ogni finalità della liquidità erogata ha Tan e Taeg differenti. Un prestito per ristrutturazione casa ha degli interessi inferiori rispetto a un finanziamento con cessione per l’acquisto di un auto, per esempio. I lavori sull’abitazione hanno infatti della agevolazioni fiscali anche nella corresponsione degli interessi. Al contrario, un prestito con cessione del quinto con finalità di acquisto auto avrà un Tan e Taeg più elevato, così come più alti sono gli interessi per un finanziamento per viaggi, vacanze e matrimonio.

Si tratta dunque di un finanziamento protetto da garanzie fornite direttamente dalla busta paga o pensione del cliente, e avvalorate dal Trattamento di Fine Rapporto (Tfr) e/o dalla pensione. Una seconda garanzia è data dalla copertura assicurativa – obbligatoria per legge – contro rischio morte e/o rischio perdita impiego, anche se questa tipologia di finanziamento è stata ideata per dipendenti pubblici con contratto di lavoro a tempo indeterminato o pensionati, in cui il rischio di perdita del lavoro è molto basso. Differente è però il caso di altri prestiti in corso: le trattenute per il pagamento del debito non possono comunque essere complessivamente superiori a 1/5 dello stipendio al netto e solo in caso eccezionali – per esempio soggetti indietro con i pagamenti delle rate – può essere concessa una trattenuta complessiva di 2/5 dello stipendio, chiamata anche ‘doppio quinto‘.

Come funzionano i prestiti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione

I prestiti con cessione del quinto prevedono una rata mensile calcolata al netto delle ritenute fiscali e previdenziali e non può superare il 20% o 1/5 dello stipendio netto e della pensione. Ciò significa che su una retribuzione al netto delle trattenute di 1.500 euro, la rata non può superare le 300 euro: l’importo erogabile non può dunque essere superiore a 30mila euro circa (in considerazione anche degli interessi).

CALCOLO DI 1/5 STIPENDIOIMPORTI
RETRIBUZIONE AL NETTO per MENSILITA'1.600 X 13 = 20.800 euro
DILAZIONE per LE MENSILITA'20.800 : 12 = 1.733 euro
PARTE CEDIBILE1.733 : 5 = 346 euro

L’importo è trattenuto direttamente dal datore di lavoro o dall’ente di previdenza all’atto dell’emissione dello stipendio/pensione del soggetto lavoratore e bonificato all’agenzia creditizia alla quale è stata fatta domanda di finanziamento: l’importo della rata resta fisso nel tempo (rata costante) e viene versato direttamente. Il tasso di interesse è dunque fisso. La restante parte dello stipendio viene accreditata sul conto corrente del lavoratore.

È possibile richiedere dai 5.000 ai 60.000 euro (somma di molto variabile) in relazione alla propria busta paga e al piano di ammortamento che oscilla dai 48 mesi ai 10 anni. La somma erogabile e l’importo della rata è legata alla retribuzione mensile: non superiore al 20% della busta paga al netto delle trattenute e dilazionata per un piano di rimborso che non faccia arrivare il cliente a più di 90 anni e che non può essere superiore alle 120 rate. Alcune agenzie creditizie erogano anche fino a 100.000 euro in relazione sempre alla retribuzione mensile del cliente, calcolando la somma massima di 1/5 per definire la quota della rata, e in relazione all’età del cliente. Questa tipologia di prestito infatti prevede un periodo di ammortamento non superiore ai 10 anni e che può essere definito anche dal cliente: per esempio, se si acquista un’auto e non la sia vuole pagare per più di 5 anni, si richiede la rata sia in misura di un piano di ammortamento di 60 rate mensili, con tassi differenti, come indicato negli esempi della tabella sottostante:

CESSIONE DEL QUINTO5.000 EURO10.000 EURO20.000 EURO34.000 EURO
IMPORTO RATA149 euro229 euro215 euro337 euro
DURATA36 mesi48 mesi120 mesi120 mesi
TAN4,45%4,60%4,50%5,25%
TAEG4,72%4,82%5,42%6,14%

Importo massimo: da cosa dipende

Dalla retribuzione mensile al netti delle trattenute fiscali e previdenziali, ma anche da altri fattori che caratterizzano la cessione del quinto regolamentata da una normativa specifica in materia di somme cedibili e tassi di interesse, ricordando che la rata non contempla il tasso variabile. L’importo massimo erogabile non ha dunque un tetto massimo definito, ma è determinato in funzione di:

  1. importo busta paga
  2. importo pensione
  3. importo tfr e anni di anzianità di servizio (almeno 3)
  4. garanzie della solidità dell’ente per cui si lavora
  5. anni del soggetto richiedente al termine del piano di ammortamento
  6. piano di rimborso di massimo 10 anni (120 rate mensili)
  7. durata del contratto di lavoro*

*La cessione del quinto può essere richiesta anche dai soggetti con rapporto di lavoro a tempo determinato, ma esclusivamente per un piano di rimborso della durata massima del contratto. Ciò significa che anche l’importo massimo erogabile è differente, in quanto deve essere dilazionato in rate mensili che non superino un quinto dell stipendio.

L’importo complessivo del credito è messo a disposizione del soggetto richiedente a seguito del termine dell’attività istruttoria tramite accredito sul proprio conto corrente.  Successivamente alla ricezione da parte dell’istituto creditizio del benestare del datore di lavoro (ATC) dal quale il soggetto lavoratore percepisce lo stipendio o la pensione (ente previdenza), sarà possibile effettuare le ritenute e i versamenti mensili direttamente alla banca alla quale si è fatto domanda di cessione del quinto. Solitamente passano almeno 30 giorni dalla firma del contratto: ovvero la trattenuta della rata avviene non nel mese in cui si è stipulata la cessione, ma il mese successivo ancora.

Il Tan e il Taeg sono di molto variabili in relazione ai dettagli lavorativi (presenza di Tfr o meno, per esempio) e all’età che il soggetto avrà al termine del piano di ammortamento attestandosi su una media da 5,45% per il Tan e un TAEG massimo del 14,73%. In linea generale, gli istituti bancari che operano nel settore della cessione del quinto, accettano questa tipologia di pagamento fino agli 80 anni, dunque con sottoscrizione del prestito all’età di 70 anni, ma alcune banche al momento stanno offrendo proposte fino agli 85 (fine del piano di ammortamento). Per avere un’idea osservate lo schema sottostante:

CESSIONE DEL QUINTO DI STIPENDIO O PENSIONECARATTERISTICHE
IMPORTO EROGABILE- dipendenti pubblici e statali fino a 75mila euro
- parapubblici e privati fino a 50mila euro
FINALITA'- acquisto casa
- ristrutturazione casa
- acquisto auto
- viaggi e vacanze
- matrimonio
- spese mediche
PIANO DI AMMORTAMENTODa 48, 60, 72, 84, 96 a 120 mesi in relazione alla finalità
RATA MENSILE- non superiore a 1/5 della retribuzione (20%)
- nel consolidamento debiti anche i 2/5
DESTINATARI- dipendenti pubblici
- dipendenti statali
- parapubblici
- privati
- pensionati *
- con quota tfr
- anche con altri finanziamenti

*pensione di anzianità lavorativa
PENSIONI ESCLUSE- pensione sociale
- pensione di invalidità
- assegni di mobilità
- cassa integrazione
- indennità di disoccupazione
GARANZIE- Tfr
- assicurazione vita
- assicurazione rischio impiego
TANDa 4,45% a 6,70% in relazione alla finalità
TAEGDa 5,60 a 9,90% in relazione alla finalità
DOCUMENTAZIONE- contratto di lavoro con info su posizione lavorativa
- ultima busta paga
- Cud
- cedolino pensione
- delega per il datore di lavoro per prelievo somma
TEMPI DI ACCETTAZIONE 48 h, se si richiede presso la propria banca i tempi sono inferiori
RIFIUTODIFFICILE, solo nel caso di dipendenti privati con analisi dell'azienda a rischio riduzione personale o fallimento
SVANTAGGIPer tutta la durata del finanziamento non è possibile richiedere anticipi sul tfr

Aumentare la rata della cessione del quinto: consolidamento debiti

Per aumentare l’importo massimo finanziato è possibile richiedere una rata mensile superiore, ma questa deve restare all’interno del 20% al netto delle trattenute: su 1.800/2.000 euro la rata non può essere superiore a 360/380 euro. La durata del piano di ammortamento non può però superare i 120 mesi. Sono in tanti infatti i soggetti che scelgono la soluzione di cessione del quinto anche per raggruppare due o più finanziamenti in caso di difficoltà nel pagamento sottoscrivendo un consolidamento debiti: la banca si assume la responsabilità di tutto il credito del cliente ricalcolando la rata mensile per ottenere un unico pagamento trattenuto direttamente sullo stipendio o pensione.

Il consolidamento debiti permette di ottenere la liquidità necessaria per risolvere il pagamento di due o tre finanziamenti contratti precedentemente la cessione del quinto: in questo modo l’Istituto bancario può concedere la stipula della contratto, che altrimenti non potrebbe essere firmato con altri finanziamenti in corso. La cessione del quinto è infatti possibile solo se sullo stipendio o pensione non gravano altre forme di debito, o perlomeno la rata della cessione può essere di importo pari alla somma rimanente ad arrivare al quinto degli emolumenti totali. Nel consolidamento debiti la banca calcola il debito complessivo di tutti i finanziamenti e ricalcola la rata dilazionando gli importi nel piano di ammortamento richiesto; dopo 5 anni  – risolto il pagamento di almeno 60 rate mensili – è possibile richiedere l’estensione della cessione del quinto per una durata non superiore ad altri 10 anni anni, ma sempre in relazione a:

  1. età del soggetto
  2. importo tfr
  3. durata contratto di lavoro
  4. solidità dell’azienda, se necessario con nuova valutazione dell’Istituto bancario

Per comprendere meglio, si riporta qui di seguito una tabella in cui sono indicate le rate per un possibile consolidamento debiti e estensione della cessione del quinto:

CONSOLIDAMENTO DEBITI CON CESSIONE DEL QUINTO: IMPORTI RESIDUI10.000 EURO20.000 EURO25.000 EURO35.000 EURO
IMPORTO RATA189 euro425 euro250 euro342 euro
NUOVA DURATA RIMBORSO72 mesi96 mesi120 mesi120 mesi
TAN4,55%4,70%4,50%5,30%
TAEG4,85%4,92%5,50%6,25%

Chi può richiederli

I prestiti con cessione del quinto possono essere richiesti dai soggetti con busta paga o con pensione per somme che rateizzate permettano di non superare una rata mensile di un 1/5 o 20% degli emolumenti. È necessario essere lavoratori dipendenti privati, pubblici o statali con contratto a tempo indeterminato oppure titolari di una pensione di anzianità, escludendo la pensione di invalidità, gli assegni sociali, assegni di mobilità, di cassa integrazione o di disoccupazione (Naspi). La busta paga è l’unica garanzia richiesta dall’istituto bancario, in quanto sarà il datore di lavoro a restituire la somma trattenendo la rata direttamente dallo stipendio.

È anche possibile richiedere la cessione del quinto con un contratto di lavoro a tempo determinato per tutta la durata del rapporto di lavoro. Il piano di rimborso non può però essere esteso, se il rapporto di lavoro non viene prorogato dall’azienda per cui si è in servizio, anche se si hanno le somme per poter restituire il debito. In questo caso, Tan e Taeg potrebbero essere superiori rispetto a soggetti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, in quanto il rischio di insolvenza viene valutato più elevato dalla politica degli Istituti bancari che operano nella cessione del quinto.

Nel caso in cui a fare domanda di prestito con cessione del quinto sulla propria busta paga sia un cittadino extracomunitario, è necessario presentare anche in sede di sottoscrizione del contratto anche il permesso di soggiorno in cui vi sia chiaramente indicata la data di ingresso in Italia. Nell’eventualità del mancato possesso di questa documentazione al momento della stipula del finanziamento, alcuni Istituti bancari permettono anche di mettere in carico la richiesta in attesa della produzione della domanda di rinnovo presentata alle autorità competenti.

I lavoratori dipendenti che desiderano fare domanda per la cessione del quinto devono però avere un’anzianità lavorativa durante la quale abbiano maturato una quota di liquidazione tale da coprire il debito in caso di difficoltà nel pagamento, dovuto per esempio a spese impreviste, licenziamento per motivazioni legate all’azienda in cui si lavora. Per questo motivo è anche importante sapere che l’accettazione della domanda di finanziamento – se siete un dipendente provato – di molto è legata all’analisi della solidità dell’azienda per cui si lavora, se per esempio è a rischio di licenziamento, riduzione del personale per problematiche economiche, etc; differente è la situazione per i dipendenti pubblici e statali che fanno capo a Ministeri o aziende ‘non a rischio chiusura’.

Ma vediamo nel dettaglio cosa si intende per le diverse categorie di soggetti che possono fare domanda di cessione del quinto e per le quali Tan, Taeg, età massima e importo erogabile sono differenti.

  • Dipendente statale. La persona fisica soggetta a gestione previdenziale Inps e in servizio presso:
  • amministrazioni dello Stato civili e militari
  • aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo
  • istituzioni universitarie
  • Dipendente pubblico. La persona fisica, soggetta a gestione previdenziale Inps, in servizio presso:
  • Regioni, Province e Comuni
  • Camere di Commercio e le loro Associazioni
  • Aziende e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale.L’età massima è pari all’età pensionabile e cioè:

L’importo massimo erogabile è di 72-75 mila euro anche con deleghe l’importo resta invariato e sempre con un piano di rimborso fino a 120 rate mensili. Il solo dato da considerare per la maggior parte delle proposte di finanziamenti per questa categoria professionale è che l’età massima è pari all’età pensionabile e non può essere superiore a 66 anni. Nel caso in cui il soggetto richiedente la cessione appartenga ai corpi militari o paramilitari non può essere superiore a 57-60 anni (nel caso anche on cui l’anzianità di servizio alla scadenza del contratto di assicurazione sia superiore ai 35 anni).

  • Dipendente parapubblico. La persona fisica, soggetta a gestione previdenziale Inps, in servizio presso:
  • azienda di diritto privato partecipata in misura del 40% dallo Stato, da Pubblica Amministrazione
  • altra azienda parapubblica.

Gli importi massimi erogabili sono variabili dalle 50-55 mila euro; con deleghe l’importo si riduce sui 10-12.mila euro per una durata del piano di ammortamento di massimo 5 anni (60 ate mensili).

  • Dipendente privato. La persona fisica in servizio presso un datore di lavoro non compreso nelle amministrazioni o aziende sopra indicate. Per questa categoria professionale, il montante assicurabile è indicato da un indicatore di affidabilità dell’azienda terza ceduta con un limite massimo per le cessioni del quinto pari a 50-55mila euro.

Possono dunque richiedere la cessione del quinto tutti i soggetti lavoratori presso un ente, amministrazione, Ministero con contratto di lavoro a tempo indeterminato e con anzianità di servizio non di almeno 36 mesi, e nel dettaglio:

  • soggetti con contratto a tempo indeterminato
  • dipendenti pubblici, statali e del settore parapubblico
  • pensionati di età non superiore ai 66/70 anni (pensione di anzianità lavorativa)
  • anzianità di servizio non inferiore ai 3 anni
  • età al termine del piano di ammortamento fino a 80 anni
  • anche con altri finanziamenti in corso fino al raggiungimento di un 1/5

* Alcune agenzie finanziarie accettano un piano di ammortamento fino agli 85/90 anni, ma differenti sono anche le garanzie e quote di interesse applicate con Tan e Taeg.

Tan e Taeg, nuovi tassi del trimestre 01 ottobre – 31 dicembre 2018

In qualsiasi tipologia di finanziamento Tan e Taeg fanno la differenza nell’importo della rata e nella somma complessiva che dovrà essere rimborsata al termine del finanziamento. Ogni Istituto bancario o agenzia finanziaria applica il proprio tasso di interesse  – in relazione alle garanzie apportate dal proprio cliente e al rischio di insolvenza.

Queste percentuali però non sono applicate ‘ o meglio non lo devo essere’ a discrezione dell’agenzia di credito, ma devono seguire un regolamento, un limite in base all’importo richiesto e all’età del soggetto richiedente. Il tasso di interesse, il Tan, ma anche il Taeg, che definisce la somma totale da corrispondere insieme alle spese della pratica, ha un limite chiamato soglia: se questa va oltre un certo numero di punti percentuale stabilito ogni tre mesi dalla banca d’Italia, è un tasso usuraio. La banca sta richiedendo più soldi indietro al cliente di quelli che dovrebbe secondo la legge.

Con messaggio n. 3629 del 3 ottobre 2018 e con oggetto ‘Cessione del quinto delle pensioni. Decreto 27 giugno 2018 del Ministero dell’Economia e delle finanze. Aggiornamento tassi per il quarto trimestre 2018′, l’Inps ha comunicato i nuovi tassi di interesse praticati dagli Istituti bancari e dagli intermediari finanziari, sui prestiti da estinguersi con cessione del quinto della pensione. L’aggiornamento dei tassi è dato in applicazione del decreto del 27 settembre 2018 del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro.

I nuovi tassi di interesse sono operativi dal primo ottobre 2018 e dovranno essere applicati sino al 31 dicembre 2018. Per i finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio e della pensione, il valore dei tassi da applicarsi nel periodo del 01 ottobre 2018 – 31 dicembre 2018 saranno dunque i seguenti, con alcune distinzioni in relazione alla finalità del prestito e alle garanzie dovute all’analisi della solidità dell’azienda, che come abbiamo precedentemente indicato, potrebbero anche invalidare l’accettazione della domanda:

CLASSI DI IMPORTOTASSI MEDITASSI SOGLIA USURA
Fino a 15.000 euro11,6018,5000
Oltre 15.000 euro8,5914,7375

Ciò significa che i tassi di interesse della soglia del Taeg, che corrisponde alle spese amministrative e di apertura pratica, per la cessione del quinto della pensione concessi da intermediari finanziari e da istituti di credito in regime di convenzione ai pensionati sono di molto variabili in relazione anche all’età del pensionato. Per semplificare la comprensione delle percentuali di tasso applicate, si osservi anche la tabella seguente:

ETA'*TAEG fino a 15.000 euroTAEG oltre i 15.000 euro
Fino a 59 anni8,617,14
60-649,417,94
65-6910,218,74
70-7410,919,44
75-7911,7110,24

* Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima indicata nella prima riga. L’età deve intendersi quella maturata a fine piano di ammortamento, ovvero 10 anni prima se si richiede il periodo massimo di rimborso con 120 rate mensili.

Cessione del quinto sulla pensione: chi NON può richiederla

Il sistema di pagamento delle rate del finanziamento è lo stesso della cessione del quinto dello stipendio per i dipendenti pubblici e statali, ma non per tutte le pensioni è possibile l’accettazione di questa forma di finanziamento. È infatti importante ricordare che la rata mensile e la trattenuta diretta sugli emolumenti mensili non può essere superiore al 20% dello stipendio, motivo per cui anche la somma per poter vivere deve restare su una cifra di 500 euro circa. Più nel dettaglio, la cessione del quinto – ma anche altre forme di prestito personale – non possono essere accettate se al netto della rata, al richiedente non resta una cifra ‘dignitosa’ per vivere.

Un altro caso in cui non è possibile richiedere la cessione del quinto è se il pensionato è percettore di una pensione sociale o di invalidità: l’Inps non potrà effettuare l’addebito automatico sulla pensione mensile. Non è possibile richiedere la cessione del quinto sulla pensione nemmeno:

  1. sulla quota di assegni al nucleo familiare
  2. sulle pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente questa tipologia di finanziamento.

Prima di fare domanda per la cessione del quinto, il pensionato deve rivolgersi all’ente di previdenza per farsi consegnare il documento per la comunicazione di cedibilità della pensione, in cui è indicato:

  1. importo totale della pensione
  2. importo al netto delle trattenute fiscali e di trattamenti al minimo
  3. l’importo massimo della rata mensile pari a 1/5 della pensione

A seguito è possibile recarsi presso la banca a cui si intende richiedere la cessione. La domanda di finanziamento deve essere presentata direttamente direttamente all’Istituto di credito che a seguito dell’accettazione chiederà la sottoscrizione di una polizza assicurativa contro rischio decesso prima del termine di conclusione del piano di ammortamento obbligatoria ai sensi del D.P.R. n.180/1950 e acquisita dall’agenzia cessionaria a proprie spese. In questo modo per il recupero eventuale del credito non potrà richiedere il pagamento agli eredi.

L’importo massimo erogabile è dunque legato all’importo netto della pensione: su 1.000 euro, la rata mensile non può essere superiore alle 200 euro mensile, con un importo massimo erogabile di 20.000 euro circa o poco meno, in considerazione della somma di interessi da restituire. La somma totale da restituire – su questo esempio – si aggirerebbe intorno ai 24mila euro.

A chi fare domanda

La cessione del quinto è avviata da qualsiasi istituto bancario e l’Inps nel suo sito ufficiale offre una lista di tutti gli Istituti di credito che si occupano di prendere in carico questa tipologia di richiesta di finanziamento. È possibile collegarsi al sito Inps, ricercando la sezione di ‘Servizi per i cittadini‘ e ricercare la voce ‘Cessione del quinto‘, una sezione dedicata a questa forma di prestito personale con una guida ai tassi e il messaggio inviato per l’ultimo trimestre del 2018:

  • Dell’11,58% per prestiti fino a 15 mila euro, e del 9,42% oltre i 15 mila euro.

La rata viene infatti trattenuta direttamente dalla banca nel caso abbia essa stessa concesso il finanziamento o lo versa all’ente a cui il suo cliente deve la somma. Solitamente fare domanda presso la banca nella quale si ha il c/c è maggiormente conveniente e con tempistica di accettazione più breve, in quanto il vostro istituto bancario è già in possesso della documentazione necessaria per avviare o meno la pratica oltre a non procedere in passaggi verso altre banche durante il piano di ammortamento. Inoltre, la cessione del quinto dello stipendio, ma anche della pensione, è molto spesso maggiormente favorevole se si accede tramite le convenzioni per la propria categoria professionale, motivo per cui giustificare la finalità della somma permette di ottenere dei tassi di interesse maggiormente favorevoli.

La garanzia del contratto a tempo indeterminato e la pensione permettono a questa forma di finanziamento e rimborso di ottenere da parte degli enti pubblici e statali delle convenzioni in relazione alle categorie professionali: il rischio di mancato pagamento è infatti di molto ridotto nei soggetti che lavorano nei settori del Mef, Miur o pensionati Inps permettendo di erogare degli importi con Tan e Taeg inferiori rispetto a un prestito personale ordinario per un piano di rimborso della durata massimo di 10 anni.

L’accettazione della cessione è di competenza dell’istituto bancario a cui si avvia domanda di finanziamento e legata alla verifica delle condizioni lavorative, la disponibilità del tfr, la solidità dell’azienda, copertura dell’operazione da parte della compagnia assicurativa, etc). Nessun rilievo viene dato, in fase di valutazione, all’eventuale presenza di precedenti problemi di credito. Le proposte di finanziamento sono di molto variabili non solo in base alla garanzia della propria retribuzione, ma anche in relazione all’Istituto bancario che le offre. Tra le più accessibili ritroviamo il prestito con cessione dello stipendio creato e studiato per i dipendenti pubblici e statali per i quali il finanziamento prevede delle agevolazioni sui costi e una sola firma, anche se il soggetto è coniugato e in comunione dei beni.

Da un rapido giro sul web, abbiamo analizzato alcune delle proposte con cessione dello stipendio o della pensione e che prevedono tutte delle spese differenti. Stiliamo qui di seguito una lista in cui indichiamo tutti i costi possibili di questa tipologia di finanziamento, mettendo in evidenza che alcune banche ‘le fanno pagare’, altre no, motivo per cui potrebbe risultare maggiormente conveniente scegliere uno o altro prestito personale:

  1. rata costante con tasso fisso
  2. zero spese di apertura pratica o dai 16 ai 120 euro
  3. agenzie che impongono spese di intermediazione
  4. nessuna commissione bancaria e di intermediazione altre dai 100 ai 250 euro
  5. imposta di bollo/sostitutiva non dovuta pari a 16 euro
  6. non dovuta l’imposta di bollo per comunicazioni periodiche pari a circa 2 euro
  7. nessuna garanzia aggiuntiva oltre al contratto di lavoro a tempo indeterminato
  8. unica garanzia la copertura assicurativa rischio vita pari a circa 1.500 euro su 30.000 euro in relazione al contratto di lavoro e all’età del richiedente
  9. (sola firma del richiedente) nessuna firma del coniuge

Per comprendere meglio, osservate qui di seguito un breve e ipotetico calcolo su importo erogabile, rata mensile, spese finanziamento e totale erogato dopo il pagamento dei costi di apertura della pratica (punti percentuale e somme):

SIMULAZIONE CESSIONEPERCENTUALEIMPORTI in EURO
MONTANTE /21.700 euro
INTERESSE5%6.353 euro circa
ASSICURAZIONE3%650 euro circa
SPESE ACCESSORIE4%865 euro circa
CAPITALE al NETTO/13.750 euro circa

Cosa viene valutato per l’accettazione della pratica

Non basta presentare la propria busta paga o pensione con un contratto a tempo indeterminato, ma gli Istituti di credito hanno una una loro politica di rischio e dei criteri di valutazione del soggetto richiedente:

  1. Politiche di rischio: ogni Istituto bancario ne ha una propria per effettuare la valutazione delle richieste di finanziamento e basandosi sui dati statistici, il credit scoring, riducendo il rischio di insolvenza
  2. Livello di reddito: fattibilità della rata, anche se non raggiunge il 20% dello stipendio
  3. Affidabilità creditizia: che non ha nessun significato ‘morale’, ma si basa sul passato creditizio del cliente. Se questi ha già avuto altri prestiti e pagati regolarmente, non avrà problemi ad ottenere un secondo; maggiori valutazioni si faranno su un nuovo cliente, in quanto non vi è nessuna informazione su di lui e l’analisi deve essere effettuata senza altri dati rilevabili dall’Istituto bancario.
  4. Differente è la situazione di un cattivo pagatore o protestato, per il quale la segnalazione dalla Centrali Rischi, potrebbe invalidare l’accettazione del credito, anche in presenza di una regolare busta paga. Si potrebbero in questo caso richiedere altre garanzie come per esempio un garante, ma sempre in relazione della somma richiesta e dal piano di ammortamento.

Al termine dell’analisi ne scaturiscono i due termini fondamentali per la definizione di:

  1. importo massimo erogabile
  2. rata mensile sostenibile (può essere anche inferiore a 1/5 della retribuzione mensile se questa non sostenibile
  3. Tan (interessi in relazione al rischio di mancato pagamento)
  4. Taeg (spese accessorie dalle 16 alle 170 euro)

Per quali finalità può essere richiesta la cessione del quinto?

La cessione del quinto deve essere sempre giustificata e il cliente deve dichiarare all’agenzia o banca a cui fa domanda di finanziamento ‘per cosa gli servono i soldi richiesti’ o ‘dove andranno’, finalità che successivamente sarà confermata con i bonifici che saranno effettuati dal proprio conto corrente o con assegno quando sarà erogato l’importo sul c/c in un’unica soluzione.

Se per esempio la cessione del quinto è stata richiesta per ristrutturare un immobile, la liquidità sarà versata nel conto corrente e dalla documentazione delle spese prodotte sarà evidente che il prestito è stato speso per la sistemazione e lavori nella struttura abitativa.

Le finalità sono però molteplici:

  1. acquisto immobile
  2. arredamento
  3. acquisto auto (nuova, usata o Km zero)
  4. liquidità
  5. viaggi e vacanze
  6. matrimonio
  7. spese mediche
  8. riparazione auto
  9. elettrodomestici

In base alla finalità per cui state richiedendo la somma, è possibile fare domanda specifica di finanziamento, anche se vi è sempre ‘una’ possibilità di non giustificare la somma che state richiedendo, nel caso in cui fate domanda di liquidità. In linea generale però, la richiesta di cessione del quinto e dello stipendio appartiene alla categoria di prestito personale finalizzato, motivo per cui l’Istituto bancario ha la necessità di sapere dove andrà il denaro erogato – per giustificare l’erogazione per legge – e per applicare i costi (Tan e Taeg). In base alla finalità, potrebbe anche essere maggiormente conveniente dichiarala, in quanto in base alla destinazione delle somme, gli interessi potrebbero essere inferiori rispetto alla richiesta di liquidità. In tutti casi, Tan e Taeg partono mediamente dal 5,50 al 10% e per tutte le finalità è richiesta la stessa documentazione e garanzie in relazione alla categoria professionale: una tempistica di accettazione più breve e minori tassi di interesse e spese accessorie saranno date nel caso di fruizione delle Convenzioni per Enti e Ministeri, di cui vi parleremo nel dettaglio più avanti.

Intanto osservate qui di seguito la tabella riepilogativa con Tan e Taeg per finalità, con una media stilata dal web, che ricordiamo, non ha minimamente la pretesa di essere perfetta e senza variazioni, in quanto più volte detto che ogni cliente deve essere valutato nella propria posizione lavorativa, età e presente e passato creditizio:

FINALITA'TANTAEG
RISTRUTTURAZIONEDal 6,20% al 7,50%8,20%
ACQUISTO IMMOBILEDal 6,20 al 7,508,20%
VIAGGI e VACANZEDal 6,18% all' 8%Dal 7% all'8,50%
LIQUIDITA'Dal 6,15% al 9%Dal 6,80% al 10%
CONVENZIONIDal 5,50% al 6,10%Dal 6,80% al 7,40%
AUTODal 6,89 al 9%Dal 7% al 9%

Il contratto di prestito con cessione del quinto e vincolo del TFR

In base alla normativa vigente, un contratto di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o pensione è caratterizzato dalla presenza di:

  1. percentuale del tasso di interesse applicato (fisso)
  2. tasso fisso e rata costante nel tempo
  3. somme/percentuale oneri in caso di mora
  4. ammontare e modalità di rimborso delle somme
  5. numero, importi e scadenza delle singole rate
  6. il tasso annuo effettivo globale, importi percentuale Taeg
  7. dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il Taeg può essere eventualmente modificato
  8. importo e causale degli oneri esclusi dal calcolo del Taeg
  9. coperture assicurative obbligatoria ai sensi del D.P.R. n.180/1950
  10. le garanzie come il Tfr, soggetto a limitazioni e regolamenti

A seguito della sottoscrizione della cessione del quinto, se si è un dipendente pubblico – che deve aver maturato almeno 3 anni di anzianità lavorativa – il Tfr maturato e in fase di maturazione durante il piano di ammortamento non può essere intaccato o spostato verso altre forme di previdenza complementare o enti enti previdenziali; inoltre ogni altro emolumento o indennità dovuto alla cessazione dell’attività lavorativa è vincolato fino al termine dell’ultima rata del piano di rimborso della cessione del quinto. Non sarà dunque possibile richiedere anticipazioni della somma del Tfr se non alla scadenza del piano di ammortamento, così come indicato al comma 6 art. 2120 del c.c. e/o
dall’art. 7 del D.Lgs. 252/2005 in materia di ‘Anticipazione del Tfr‘, se non per la quota
eccedente l’importo residuo del debito o comunque per la quota determinata in
base all’istruttoria specifica del caso tipico.

Quali documenti sono richiesti

La documentazione richiesta è variabile in relazione alla categoria professionale che si tratti di pubblica amministrazione, ente pubblico o privato, ente pensionistico, compagnia assicuratrice. In ogni caso, il soggetto richiedente la cessione del quinto deve fornire:

  1. Documentazione anagrafica quali carta d’identità in corso di validità, codice fiscale o tessera sanitaria, recapito rete fissa intestata al richiedente
  2. certificato di stipendio (attestato di servizio in originale) fornito dall’amministrazione della propria azienda o ente in cui sono presenti le informazioni che riguardano:
  • la data di assunzione
  • la retribuzione lorda e netta annua e mensile
  • il Tfr maturato
  • trattenute o pignoramenti già presenti sullo stipendio
  1. ultima busta paga o cedolino pensione
  2. benestare dell’azienda, che si impegna ad effettuare puntualmente i pagamenti, richiesto direttamente dall’Istituto finanziatore al datore di lavoro tramite notifica del contratto del prestito
  3. delega a favore del datore di lavoro a prelevare mensilmente dallo stipendio l’importo necessario al pagamento della rata
  4. copia CUD
  5. copia estratti contributivi Inps

Il documento più importante è sicuramente il certificato di stipendio che deve essere richiesto e compilato dal datore di lavoro per attestare i dati sull’azienda in cui lavora il richiedente come dipendente. Il documento è indispensabile all’istruttoria della domanda di cessione del quinto e deve essere richiesto direttamente al datore di lavoro o spesso è l’istituto bancario a richiederlo. Deve essere compilato in ogni sua parte e n modo particolare quello che riguarda la retribuzione, come indicato qui di seguito:

  • I primi campi da compilare riguardano infatti l’azienda, denominazione, partita iva, etc.
  • nella seconda parte, i dati del dipendente inerenti il rapporto con l’azienda, generalità e  data di assunzione
  • terza parte, dati retribuzione mensile, indispensabili per il calcolo dell’importo massimo erogabile e la rata mensile, pari a 1/5 al massimo della retribuzione al netto delle trattenute fiscali e previdenziali. Partendo dalla retribuzione al netto dovranno essere sottratte anche le somme mensili già impegnati con eventuali altri prestiti o anche pignoramenti
  • quarta parte, i dati del responsabile addetto alla compilazione del certificato dello stipendio.

Negli estratti conto del proprio conto corrente non devono essere presenti altre detrazioni, che comunque non devono superare la quota cedibile di un quinto dello stipendio – o meglio del 20% di tutti gli emolumenti totali. La normativa in materia di cessione del quinto non consente che sulla stessa retribuzione gravino più cessioni contemporaneamente e non devono in ogni casi superare l’importo di 1/5 al netto delle trattenute fiscali e previdenziali. Al fine di ridurre il rischio di reiterazione di cessioni, è inoltre previsto che il dipendente possa estinguere anticipatamente il debito residuo contratto con la sottoscrizione della cessione del quinto, ma solo se sono trascorsi almeno*:

  • 24 mesi dalla stipula del contratto con piano di rimborso di 5 anni (60 rate)
  • 48 mesi dalla stipula del contratto con piano di rimborso di 10 anni (120 rate)

*L’obbligo del tempi minimi prima di effettuare l’estinzione anticipata è necessaria all’Istituto bancario per vedersi corrispondere almeno una quota di interessi per la sottoscrizione del prestito che altrimenti si vedrebbe sfumare con l’estinzione, in cui è possibile recuperare la quota complessiva di interessi non ancora maturata.

La stipula dell’assicurazione vita e rischio impiego

Al momento della sottoscrizione del contratto di cessione con l’istituto bancario, è per questo motivo necessario stipulare un’assicurazione sulla vita per permettere all’istituto bancario nel caso di decesso del soggetto debitore di non vantare nessun credito sugli eredi. Viene infatti richiesta preventivamente una somma in rapporto al prestito richiesto che mediamente corrisponde a circa 1.000 euro per 20mila euro, importo valutato in relazione al rischio del soggetto, età e possibili patologie di cui si è affetti.

L’assicurazione è obbligatoria ai sensi del D.P.R. n.180/1950 e acquisita dalla
Cessionaria a proprie spese per tutelare i rischi legati alla perdita dell’impiego, anche nel caso di dipendenti pubblici: l’agenzia creditizia potrà rifarsi sulla quota del Tfr (Trattamento di fine rapporto) maturato fino a quel momento. L’assicurazione è stipulata con compagnie assicurative che fanno capo all’istituto bancario con cui si sottoscrive la cessione del quinto e la quota del premio assicurativo a carico della banca stessa.

Il costo relativo alle coperture assicurative è trattenuto direttamente dall’Istituto bancario, erogando l’importo al netto di questa tipologia di spese. A seguito della sottoscrizione delle garanzie, la normativa che regola la cessione del quinto prevede che il soggetto debitore non possa richiedere anticipi sul Tfr per l’intera durata del piano di ammortamento. Il prestito personale e qualsiasi altra forma di finanziamento è infatti per legge, in applicazione al DPR 180/1950 e s.m.i., garantito contro il rischio vita del soggetto richiedente.

La banca stipula a suo carico e a suo beneficio la polizza assicurativa a
premio unico per l’ammontare delle quote cedute (importo erogato con la cessione) e per tutta la durata di piano di ammortamento. Nel caso in cui si avesse bisogno dell’intervento della Compagnia di Assicurazione per la garanzia rischio impiego, la società assicurativa resta surrogata in ogni diritto e azione dell’Istituto bancario nei confronti del suo creditore.

La rata mensile che sarà trattenuta direttamente dal datore di lavoro è suddivisa in tre quote o in tre parti, utili per sostenere le spese derivate dal finanziamento con cessione:

  1. quota di interesse
  2. quota assicurativa per rischio vita o perdita impiego
  3. quota capitale (importi erogato da rimborsare nel piano di ammortamento

Per comprendere meglio e ricapitolare, osservate anche la tabella qui sotto riportata:

CESSIONE DEL QUINTOIMPORTI
IMPORTO EROGABILEDa 5.000 a 60.000 euro
PIANO DI AMMORTAMENTOFino a 120 rate mensili
IMPORTO MAX RATA1/5 = al 20% dello stipendio

ES: 1.500 euro max 300 euro al mese
ESEMPIO PRESTITO20.872 euro al netto delle spese
DURATA84 mesi
TAN 4,84%
TAEG5,65%
RATA MENSILE300 euro
IMPORTO FINALE DOVUTO24.000 euro

Cessione del quinto per ristrutturazione casa

È una delle prime finalità per cui si sceglie la cessione del quinto, ristrutturare o effettuare degli interventi di manutenzione nella propria abitazione o anche appena acquistata. In questo caso, questa forma di prestito personale offre il vantaggio di non dover giustificare la liquidità ottenuta, non si devono presentare le fatture degli interventi apportati sull’immobile e non ci sono vincoli sulle modalità di spesa. L’importo erogato sarà versato direttamente sul proprio conto corrente per poterlo spendere in relazione alle spese da effettuare sull’abitazione.

La normativa in materia di rata, che non può superare un quinto dello stipendio, e l’importo erogabile deve essere calcolato in relazione ad un piano di ammortamento di massimo 120 mesi, resta invariata, anche se Tan e Taeg sono più bassi rispetto a un prestito personale con cessione per altre finalità, essendo questa – come l’acquisto casa – di priorità. da un rapido giro sul web delle diverse offerte degli istituti bancari più noti, si va da un Tan che oscilla dai 6,20% ai 7,50% e un Taeg che si attesta sull’8,20%, facendo una media larga, che non ha lo scopo di essere precisa: alcune banca hanno tassi anche più bassi, mentre altre hanno dei tassi molto più alti rispetto a queste medie indicate sopra.

Uno dei vantaggi maggiori di fruire della cessione del quinto per effettuare interventi di ristrutturazione e manodopera su un immobile è però sicuramente quello del recupero delle spese all’atto della presentazione della dichiarazione dei redditi: è infatti possibile detrarre dal pagamento dell’Irpef del 50% sulle spese sostenute. In 10 anni – così sono dilazionate le rate del rimborso con la dichiarazione dei redditi – è possibile recuperare fino a 45/48mila euro, in relazione a un importo complessivo di spesa di 90/95mila euro. Naturalmente le somme che possono essere detratte sono legate all’applicazione della Legge Finanziaria dunque potrebbero variare, ma è importante sapere che è possibile recuperare delle spese anche con la cessione del quinto e non solo sottoscrivendo un mutuo specifico per la ristrutturazione casa.

RISTRUTTURAZIONETANTAEG
CONVENZIONI possibili
- Forze Armate
- Inps
Dal 6,20% ai 7,50%8,20% (media)
RECUPERO SPESE IRPEF50%*50%*

Cessione del quinto per acquisto casa

È la soluzione per l’acquisto di un immobile se la somma da richiedere non è superiore ai 50.000 euro, sempre in relazione alla quota del 20% di trattenuta dalla stipendio e se l’importo può essere restituito nell’arco di 10 anni. Fattibile sopratutto se si hanno dei risparmi da investire e si desidera aggiungere una piccola quota per acquistare un’abitazione, anche una seconda casa. Un mutuo può essere acceso infatti dai 50mila euro circa e per un piano di ammortamento non inferiore ai 15 anni. Se avete delle necessità differenti, la cessione del quinto vi consente di variare somma e durata della restituzione, con la possibilità anche di estinzione anticipata. I vantaggi di richiedere la cessione del quinto in sostituzione del mutuo sono:

  1. riduzione del tasso di interesse
  2. tempistica ridotta per l’accettazione della domanda
  3. nessuna perizia sull’immobile
  4. nessuna quota per il notaio (sono delle pratiche che sbrigherete in autonomia)

Lo svantaggio è invece quello che in relazione alla somma richiesta, e se non siete un dipendente pubblico o statale, l’Istituto bancario potrebbe richiedere un garante. Considerate comunque che la copertura assicurativa deve essere sempre stipulata:

  1. assicurazione sulla vita
  2. assicurazione rischio perdita impiego

Il limite del quinto cedile sulla retribuzione mensile limita la somma totale erogabile, dalla quale è necessario detrarre le spese amministrative di apertura pratica e le spese accessorie, ma in linea generale, in relazione alle altre tipologie di prestito per acquistare casa, la cessione del quinto risulta la più conveniente. L’istituto bancario ha infatti la certezza della restituzione della somma in relazione al possesso di un contratto a tempo indeterminato e al Trattamento di Fine Rapporto (se un privato, a seguito dell’analisi della solidità dell’azienda per cui si presta servizio), motivo per cui anche Tane Taeg sono più bassi, derivando questi dal livello di rischio di mancato pagamento e rimborso del capitale. Inoltre, considerate che le prime rate, e per almeno 4/5 anni per un importo di 30mila euro, sono totalmente e per circa l’85/90% sono interessi dovuti. Per comprendere meglio e ricapitolare, osserva anche la tabella che trovi qui di seguito in cui sono indicate le spese in modo da portale confrontare con altre proposte di mutuo.

Si consideri che questa forma di finanziamento per l’acquisto di un immobile è particolarmente conveniente se avete già una buona somma per l’acquisto della casa, avete interesse a richiedere meno di 50.000 euro, necessari per l’accensione del mutuo, e desiderate avere un piano di ammortamento inferiore ai 15 anni (come per il mutuo):

ACQUISTO IMMOBILETANTAEG
SOSTITUZIONE MUTUODal 6,20% ai 7,50%8,20% (media)

Cessione del quinto per viaggi e vacanze

È forse una delle finalità con Tan e Taeg più elevati, ma ci sono numerosi Istituti bancari che sempre più li concedono anche perché sempre maggiormente più richiesti, in relazione alla modifica del nostro stile di vita e modo di pensare. Non è detto infatti che chi richiede questa tipologia di prestito per un soggiorno o una vacanza non abbia il denaro necessario per farlo, ma sceglie di chiedere un prestito per tenersi più largo con le spese. i presti per viaggi e vacanze hanno anche per questo motivo degli interessi più alti ma sopratutto perché:

  1. hanno un piano di ammortamento inferiore (non si sceglie di pagare una vacanza per 10 anni, ma solitamente un piano di non rimborso non va oltre i 5 anni, per 60 rate mensili)
  2. non sono priorità, motivo per cui Tan e Taeg rappresentano in questo caso non il maggiore rischio, ma ‘la necessità’ di richiedere un prestito

Si ottiene dunque liquidità che sarà versata direttamente sul proprio conto corrente e si potrà spendere liberamente la somma, andando a rimpinguare – come detto in principio – delle quote, magari già presenti, sul proprio conto. Si ha dunque la copertura al 100% del soggiorno – questa finalità può includere anche soggiorni per trattamenti medici – per una somma solitamente erogabile dai 2.500 ai 30.000 euro per un piano di ammortamento che va dai 12 ai 60 mesi. Da un rapido giro sul web, il Tan per 10.000 euro con rimborso in 60 rate mensili varia dalle 196-201 euro con Tan da 6,18% all’ 8% e un Taeg da 7% a 8,50%, non sembrano di molto più alti dalle altre tipologie ma si tratta di somma molto più basse.

VACANZE e TRATTAMENTI MEDICITANTAEGIMPORTI
DESTINATARI
- dipendenti pubblici
- dipendenti statali
- privati
- pensionati
6,18- 8%7-8,50%- 2.500-30mila euro
- da 12 a 60 mesi

Curiosità: pare che – in relazione ad alcuni sondaggi sul web effettuati proprio dalle agenzie online che operano nei finanziamenti per viaggi e vacanze – siano sempre meno coloro che ‘restano a casa durante le ferie’ e che, se non si hanno le quote necessarie per il soggiorno, si sia sempre più propensi a richiedere un prestito, piuttosto che rinunciare. Pare inoltre che la meta preferita sia proprio la nostra bella Italia, scelta nel 60% dei casi da coloro che partono con almeno un bimbo, scegliendo per il 65% le località di mare, più pratiche e rilassanti rispetto a città come Roma e Milano, seppur sempre gettonatissime. I restanti punti percentuali sono lasciati alla montagna e alle città d’arte, che d’estate diventando affollatissime e particolarmente afose, e per questo anche meno scelte. Così almeno dicono i sondaggi per chi si appresta ad accendere un prestito – anche con cessione – proprio per fare una piccola vacanza.

Cessione del quinto con convenzioni: perché sono più convenienti

Sono studiati per una determinata categoria professionale e con specifiche finalità, ma anche solo per ottenere liquidità, per la quale non è necessario dare una giustificazione delle spese che saranno avviate con gli importi ricevuti. Sono caratteristici i prestiti con cessione del quinto per:

  • Forze Armate (busta paga e pensione)
  • Inps (pensione di anzianità lavorativa)

La procedura per l’accettazione della domanda è molto più veloce in quanto questa tipologia di finanziamento è già avviata dal datore di lavoro del richiedente che si trova in possesso anche dei dati necessaria alla valutazione e risposta positiva della pratica. Naturalmente non si devono avere altri finanziamenti in corso o la parte cedibile di un quinto non deve essere intaccata. O meglio, se si ha un altro finanziamento, l’importo della rata mensile può essere solo nel limite del quinto cedibile, sommando anche l’altro prestito. per esempio:

Es: 1.500 euro –  rata massima 300 euro con 120 rate mensili

  1. PRIMO FINANZIAMENTO RATA: 200 EURO
  2. FINANZIAMENTO CON CESSIONE: 100 EURO MAX MENSILI
  3. 200 + 100 = 300 euro mensili

Con la richiesta della cessione del quinto fruendo delle convenzioni, è anche possibile richiedere la cessione del 50% della retribuzione mensile, ovvero del Doppio Quinto aumentando l’importo della rata mensile. La procedura per il calcolo della quota cedile resta comunque lo stesso indicato sopra, solo che l’importo della rata massima sarà 600 euro e non 300 euro; per il secondo finanziamento, la quota massima cedibile sarà pari a 200 euro. Sempre nel limite del 50% dello stipendio, trattenuto con la stessa metodologia dal datore di lavoro. Tan e Taeg sono gli stessi applicati per la categoria professionale di cui si parte e in relazione alle convenzioni.

Il doppio quinto è previsto dalla legge grazie alle Convezioni stipulate con gli enti e Ministeri, per avvantaggiare i lavoratori che ne fanno parte, anche se ogni casistica di finanziamento deve essere valutata in relazione sopratutto alla presenza di altri finanziamenti e al passato creditizio del richiedente. Per comprendere meglio, osserva anche la tabella riepilogativa qui di seguito:

CONVENZIONITANTAEG
ENTI E MINISTERI:
- Forze Armate
- Inps
Dal 5,50% al 6,10%Dal 6,80% al 7,40%
DOPPIO QUINTO;:
- 2/5 dello stipendio
- fino al 50%
Max 6,50%Max 7,50%

Cosa valutare tra le varie proposte di cessione del quinto

La prima cosa da valutare bene è l’importo finale da rimborsare. Non date la vostra prima attenzione alla rata mensile, ma al costo finale del finanziamento. Quando avrò restituito alla 120 rata mensile su un piano di ammortamento di 120 mesi? È dunque importante esaminare attentamente:

  1. Tan (Tasso Annuo Nominale), il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato all’importo lordo della somma erogata. Partendo dall’importo lordo finanziato con la cessione, è utile per calcolare l’ammontare del prestito al netto, dato dall’importo della rata per la sua durata.
    Nel Tan non sono compresi gli oneri accessori, provvigioni dovute agli intermediari, spese amministrative o di apertura pratica, dunque non corrisponde alla somma finale da rimborsare al termine de piano di ammortamento.
  2. Spese di istruttoria per la copertura dei costi di valutazione e gestione della domanda di finanziamento e corrisposte in un’unica soluzione, con l’erogazione del finanziamento: la somma che avrete poi sul conto corrente sarà al netto delle spese. Lo stesso procedimento di pagamento è avviato con le spese assicurative. Tutte queste misure corrispondono al Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale), che costituisce il costo complessivo del finanziamento, espresso in punti percentuale e su base annua.
  3. Spese accessorie: da 16 euro a 160 euro, in media, significando che alcuni Istituti bancari non le ‘fanno pagare al proprio cliente’ mentre altre banche mettono sotto la dicitura di ‘spese iniziali’.
  4. Spesi di intermediazione: non sono applicate da tutti gli Istituti bancari, ma hanno un conto che influenza di gran lunga il totale complessivo del prestito sopratutto nella fase iniziale di apertura della pratica, dal momento che la somma – che ha un costo dalle 100 alle 250 euro, in relazione a una verifica effettuata sul web su 10 finanziarie – viene detratta direttamente dall’importo erogabile. Se si è richiesto 30.000 euro e le spese di intermediazione sono 250 euro, la banca erogherà nel vostro conto corrente 29.750 euro, oltre a detrarre le altre spese da corrispondere per l’apertura della pratica.

Il Taeg, come previsto dall’ordinamento comunitario europeo e dalla legge italiana, è il tasso di interesse al quale i flussi di erogazione verso il soggetto richiedente il prestito – al netto delle spese sopra descritte – equivalgono i flussi di rimborso. Il Taeg comprende infatti anche gli oneri accessori quali le spese di istruttoria e le commissioni bancarie. È però anche possibile che in alcuni casi di cessione del quinto, come previsto anche dalla normativa in materia, i costi assicurativi possano essere esclusi dal calcolo del Taeg.

Nel confronto di due o più offerte il Taeg è dunque l’elemento più importante da valutare nel caso di finanziamenti con uguale importo della rata e durata del piano di rimborso, tenendo presente anche che a parità di importo erogato, il Taeg si riduce all’aumentare della durata del prestito mentre a parità di durata, si riduce all’aumentare della somma erogata.

I ritardi nel pagamento

Anche se la rata è trattenuta direttamente dal datore di lavoro e poi versata all’ente creditore, è anche possibile che si verifichino dei ritardi nel pagamento della rata mensile. Anche se non imputabile al soggetto richiedente la cessione del quinto, questi incorre in piccole ‘sanzioni’, inserite solitamente all’interno delle condizioni del contratto sottoscritto al momento della stipula del prestito e dell’assicurazione. Per i ritardi di pagamento o in caso di decadenza dal beneficio del termine, in base ad un rapido giro sul web e alla lettura dei contratti di cessione del quinto sulla stipendio, ma anche sulla pensione, abbiamo rilevato che, in caso di ritardo o anche mancato pagamento possono essere addebitate al soggetto gli oneri di:

  1. interessi di mora, pari al Tan stabilito in sede contrattuale
  2. spese per interventi di recupero stragiudiziale svolti dall’Istituto bancario e/o da
    enti esterni incaricati dalla banca
  3. spese per interventi legali
  4. decadenza del beneficio del termine
  5. segnalazione al Crif del soggetto per mancato pagamento

È anche da considerare che, in materia di espropriazione forzata presso terzi, la normativa concernente il sequestro, il pignoramento e la cessione di stipendio o pensione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni è stata estesa – anche a seguito della possibilità di accettazione della domanda di cessione del quinto da parte di soggetti con contratto di collaborazione e continuativi con compenso ‘certo’ – anche nel settore privato. Ciò significa che anche i compensi derivai dai rapporti di agenzia o di rappresentanza commerciale sono pignorabili nei limiti del 20% e fino all’estinzione del debito contratto (vedi anche di seguito la parte sui lavoratori con differente tipologia di contratto, al punto ‘Svantaggi della cessione del quinto’).

In caso però di rimborso anticipato, il soggetto richiedente la cessione – in molte proposte considerate dai maggiori Istituti creditizi – ha diritto a una riduzione del costo
totale del credito, pari all’importo degli interessi non maturati e dei costi dovuti
per la vita residua del finanziamento. Il calcolo viene effettuato preventivamente alla corresponsione della somma ancora rimasta da saldare, dopo la quale la cessione e la trattenuta della somma dal datore di lavoro si interrompono. Con l’estinzione anticipata – maggiormente conveniente a metà del pagamento del piano di ammortamento – è possibile recuperare gli interessi non ancora maturati, riducendo anche le quote che avreste dovuto versare per ottenere il finanziamento.

Gli svantaggi della cessione del quinto

Non vi è dubbio che la cessione del quinto può essere considerata come la forma di finanziamento più comoda, in considerazione della restituzione delle rate mensili direttamente dallo stipendio, senza bollettini, bonifici e senza pensare al pagamento, dal momento che l’importo ‘non lo si vede nemmeno’ sul proprio c/c. Si elimina anche il rischio di dimenticare di corrispondere le rate e si risparmia sulle imposte del bollettino postale. In base alla categoria professionale a cui si appartiene, abbiamo visto esserci anche delle convenzioni, oltre alla possibilità di estendere il piano di ammortamento. Vi sono però anche degli svantaggi che interessano proprio le caratteristiche tipiche della cessione del quinto:

  1. Trattamento di fine Rapporto bloccato: nel caso di bisogno, non sarà possibile richiedere nessun anticipo del Tfr per tutta la durata del piano di ammortamento della cessione del quinto. In caso di mancato pagamento infatti, il datore di lavoro è costretto a versare la somma all’agenzia di credito fino a coprire tutto il debito.
  2. Se di è pensionati, la somma erogabile è inferiore, in quanto l’Istituto bancario non ha la garanzia del tfr e richiede la stipula dell’assicurazione sulla vista con costi maggiormente elevati rispetto ad un lavoratore con contratto di lavoro a tempo determinato e con almeno 3 anni di anzianità.
  3. Se si è un lavoratore autonomo o neoassunto, alcune banche escludono dalla cessione queste categorie professionali, considerate dalla loro politiche finanziaria, maggiormente a rischio di insolvenza.
  4. La doppia assicurazione vita e rischio impiego è obbligatoria ai sensi del DPR 180/50 e costituisce un contratto parallelo alla cessione del quinto con termini e condizioni proprie. Non concorre alla definizione del tasso di interesse (né Tan, né Taeg), però. Molto spesso inoltre gli Istituti bancari stipulano le polizza presso compagnie di loro gradimento con costi anche elevati. In caso di sinistro – perdita del lavoro o decesso – l’assicurazione si sostituisce al debitore nel rimborso della somma complessiva rimanente del prestito, ma solo nel caso in cui il Tfr non fosse di importo sufficienti o non ancora maturato il diritto alla pensione. Il datore di lavoro è obbligato a corrispondere la somma prima che intervenga con diritto l’assicurazione.
  5. L’attuale normativa ha riconosciuto anche ai lavoratori con contratto di lavoro a progetto, collaboratori coordinati e continuativi, agenti e rappresentanti di commercio la possibilità di fare domanda con cessione del quinto, ma solo se il compenso ha un carattere certo e continuativo e il rapporto di lavoro ha una durata di almeno 12 mesi. Lo svantaggio è quello di costi di assicurazione vita e rischio impiego più elevati rispetto allo stesso finanziamento per soggetti con contratto a tempo determinato, oltre all’impossibilità dell’azienda di rifarsi sul Trattamento di Fine Rapporto che influenza l’aumento di Tan e Taeg e dunque della rata mensile.

Un’ultima piccola limitazione della cessione del quinto, anche se non può essere proprio considerato uno svantaggio, è quella per cui, per l’estinzione anticipata, è necessario attendere un certo periodo di tempo, riducendo anche gli importi degli interessi che si potrebbero recuperare. Su un piano di ammortamento di 60 rate, è infatti possibile richiedere l’estinzione anticipata solo dopo il pagamento di 1/3 del finanziamento, ovvero almeno 48 rate. Non lo inseriamo per un solo motivo tra gli svantaggi, in quanto anche altre forme di finanziamento, e molto dipende dagli Istituti bancari che li erogano, hanno anche questi dei tempi limiti prima di accedere all’estinzione, proprio per poter ricevere una prima corresponsione degli interessi, che per la maggiore sono dilazionati sulle prime rate per una quota di almeno 95% interessi + 5% importo rata, andando a scalare nel piano di ammortamento.

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Docente di materie letterarie e latino, con esperienza di insegnamento all’estero nelle classi SEGPA di italiano LS e L2; insegnante di sostegno nella secondaria di II grado e assistente di lingua inglese e di accompagnamento educativo indirizzato a soggetti con gravi difficoltà scolastiche e rischio abbandono; tecnico dei servizi educativi e marketing con funzione di promozione esterna in siti culturali; redattore e gestione di contenuti informativi/multimediali e guide informative on-line, critico letterario per lavoro ma sopratutto per passione.

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