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La cessione del quinto è una forma di prestito molto apprezzata e richiestissima nel panorama odierno del mercato creditizio. Questo è dovuto in gran parte alla comodità di rimborso e all’assenza di particolari rischi per il creditore. L’unione di queste due caratteristiche permette di avere accesso a prestiti con condizioni generalmente migliori. Questa possibilità è regolata dal DPR 180 del 1950. La normativa stabilisce infatti la possibilità che il datore di lavoro trattenga al lavoratore un quinto dello stipendio, direttamente nella busta paga. Tutto ciò si traduce in un prestito generalmente molto accessibile per tutti coloro che dispongono di un contratto a tempo indeterminato o di un assegno pensionistico.
Come ogni forma di finanziamento però, anche il prestito con cessione del quinto, ha dei limiti. In questo articolo ci occuperemo di svelare e valutare tutti i limiti presenti che possono impedire di ottenere questa tipologia di credito. Vediamoli nel dettaglio.
Limiti di età
Per prima cosa vedremo quali sono i limiti anagrafici presenti nella richiesta di un prestito con cessione del quinto. Come molti prodotti presenti sul mercato finanziario, presenta un’età minima e una massima.
Il richiedente deve necessariamente essere maggiorenne, in quanto questo determina legalmente la sua capacità di agire. A partire dalla maggiore età quindi, se il richiedente soddisferà anche i requisiti economici di affidabilità creditizia, potrà richiedere questo prestito.
La durata massima di un prestito con cessione del quinto è di dieci anni, ovvero 120 rate mensili. Questo generalmente porta gli istituti di credito a concedere questo prestito a pensionati che al termine del prestito non abbiano superato gli 80 anni d’età. Nel caso contrario il costo del finanziamento aumenterebbe, fino ad una soglia massima che non ne consentirà l’elargizione.
L’età massima stabilita dall’Inps per la cessione del quinto, prevede appunto che il debitore risarcisca ogni rata mensile prima dell’ottantesimo anno d’età. Quindi nel caso di un prestito con cessione del quinto della durata di 10 anni, il credito dovrà essere richiesto prima del compimento dei 70 anni d’età. E’ opportuno ricordare però che ogni istituto di credito potrebbe decidere una propria politica in materia. Da notare infatti che in ogni caso il prestito con cessione del quinto, per legge è sempre abbinato ad una polizza assicurativa che copra il rischio vita e quello occupazionale.
Limiti occupazionali
I limiti più frequenti sono quelli che riguardano la posizione lavorativa del richiedente. Questa speciale tipologia di credito è infatti riservata ai dipendenti privati e pubblici o pensionati. Le rate di restituzione infatti vengono addebitate direttamente dal datore di lavoro o dall’Ente Pensionistico al termine della pratica. Quindi la restituzione avviene direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, purché si abbia una pensione o un contratto a tempo indeterminato.
Ciò comporta che il prestito con cessione del quinto risulta di fatto precluso a lavoratori autonomi, disoccupati o a lavoratori dipendenti che dispongono di un contratto a tempo determinato.
A questa ultima componente esiste però una piccola eccezione. Ovvero nel caso di un dipendente che disponga di un contratto lavorativo a tempo determinato a lunga scadenza, quest’ultimo potrà richiedere un prestito con cessione del quinto di breve durata. Il prestito dovrà sempre avere infatti un termine di restituzione precedente alla scadenza del contratto lavorativo. Solo per fare un esempio, nel caso di un dipendente con un contratto di 4 anni a tempo determinato, sarà possibile chiedere un piccolo prestito con cessione del quinto con 36 rate di restituzione, ovvero tre anni. Ciò permette ovviamente di avere accesso a prestiti modesti, in quanto la rata massima di restituzione non può mai superare il 20% dello stipendio, al netto di straordinari e premi di produzione.
Limiti pensionistici
Purtroppo non tutte le pensioni permettono di avere accesso al prestito con cessione del quinto. Vediamo nel dettaglio quali sono questi particolari limiti, senza considerare il fattore dell’età, che abbiamo già valutato.
La cessione del quinto non può essere richiesta da tutte le tipologie di pensionati. Infatti non possono farne richiesta coloro che percepiscono assegni relativi di pensioni e sociali. Gli stessi limiti hanno purtroppo anche le pensioni di invalidità civile e gli assegni mensili assegnati per l’assistenza per inabilità. La cessione del quinto non può ovviamente essere richiesta neanche sulla quota di assegni al nucleo familiare, né tanto meno sulle pensioni cointestate.
Queste pensioni possono permettere di accedere ad altre forme di credito, come il prestito finalizzato e il prestito cambializzato. Non possono però quindi avere accesso al prestito con cessione del quinto.
Tirando le somme
In conclusione quindi il prestito con cessione del quinto prevede dei limiti che non ne consentono la richiesta. Si tratta comunque di poche casistiche, il più delle volte legate alla posizione occupazionale del richiedente. Generalmente infatti non vi sono particolari problemi per chi dispone di un contratto a tempo indeterminato, mentre le altre forme contrattuali possono far innescare questi limiti.
Si tratta comunque di un prestito molto diffuso e in alcuni casi vi sono problematiche legate ai limiti che possono essere risolte. Per esempio un lavoratore che non dispone di un contratto a tempo indeterminato potrebbe necessitare di un garante. Ovvero di una persona considerata affidabile dal punto di vista creditizio che sia disposto a farsi carico legalmente della restituzione del prestito, nel caso di inadempienza del creditore. La figura del garante è generalmente molto apprezzata dagli istituti di credito.
Non sono invece soggetti a particolari limiti i cattivi pagatori, ai quali può essere richiesto di presentare comunque un garante. Si tratterebbe però di una garanzia accessoria in più, in quanto l’altissima affidabilità di questo credito non presenta particolari limiti per i cattivi pagatori. Tutto ciò perché come detto la restituzione avviene direttamente con la decurtazione sulla busta paga, senza che la rata transiti prima sul conto corrente del debitore. Infine è bene ricordare che in ogni caso, anche quando vi sono dei limiti che non consentono di avere accesso ad un prestito con cessione del quinto, è bene chiedere più preventivi. Quello che per un istituto di credito potrebbe non esserlo per un altro, a causa di diverse politiche aziendali. Occorre quindi sentire più campane per stabilire o meno se si è veramente impossibilitati a presentare la domanda di finanziamento.