Cessione del quinto per badanti e colf

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La cessione del quinto di stipendio, come abbiamo visto, rappresenta una forma di finanziamento aperta a quei lavoratori con un situazione lavorativa continuativa ed un reddito regolare. In questa categoria rientrano dunque anche quelle persone che offrono assistenza familiare in forma privata, come colf, badanti e collaboratrici domestiche in generale.

Prestiti per badanti: alcune premesse fondamentali

Il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico accorpa le colf e le badanti alle normali lavoratrici dipendenti. Dunque per queste persone le condizioni per richiedere un prestito sono pressapoco le stesse, ammesso che la situazione reddituale lo consenta. Con queste premesse l’accesso al credito sembra semplice per colf e badanti. Purtroppo solo in rari casi queste lavoratrici vengono infatti messe in regola dal datore di lavoro. La strada per ottenere credito si fa in salita. Come fare quindi?

Cessione del quinto per le badanti: quali possibilità?

Il contratto collettivo nazionale delle dei collaboratori domestici è classificato nei lavori di tipo dipendente. Le uniche variabili sono costituite dalla reputazione creditizia del richiedente e dai suoi mezzi reddituali. Va però precisato che, dal momento che le badanti sono il più delle volte straniere, la questione si complica.

Tra i requisiti affinchè un lavoratore extracomunitario ottenga un prestito vi è la residenza in Italia per minimo 6 mesi. Non solo. Il/la richiedente dovrà soddisfare anche le seguenti condizioni:

  • Possedere un regolare permesso di soggiorno;
  • Essere titolare di un conto corrente;
  • Avere un reddito dimostrabile.

Prestiti per le badanti: alcune incognite da valutare

E’ importante considerare che vi sono alcuni elementi di rischio per gli istituti che concedono credito alle colf. Negli ultimi anni il numero di colf e badanti è infatti cresciuto esponenzialmente. Contestualmente questa categoria di lavoratrici ha iniziato a costituire per gli istituti di credito un alto profilo di rischio.
Sovente si sono infatti verificati casi di omessa restituzione del prestito. Le motivazioni non sono quasi mai volontarie, anzi. La causa va piuttosto ricercata nella perdita del lavoro dovuta al decesso della persona assistita. Di conseguenza la banca fatica a reperire la badante la quale, perduto l’impiego, non può fare altro altro che rientrare nel proprio Paese.

Quali tipi di prestito può ottenere una badante?

Per la maggior parte degli istituti, il contratto a tempo indeterminato è la condizione sine qua non per ottenere un prestito. Buona parte delle badanti e delle colf non dispongono però di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma lavorano a nero o hanno un contratto a termine. Quali alternative hanno dunque queste persone?

A fronte di queste variabili, alcuni istituti hanno si ideato prestiti finalizzati per questa tipologia di lavoro. In tal caso potrebbero richiedere un prestito senza busta paga.
Questa tipologia di finanziamento permette di ottenere liquidità fino a cinquemila euro. Per richiedere il prestito è necessario presentare i propri documenti reddituali. Per chi invece fosse titolare di un contratto di lavoro, deve almeno aver superato il periodo di prova. Le colf che vogliano avvalersi di questa formula devono dunque presentare:

  • Busta paga
  • CUD
  • Codice fiscale
  • Documento d’identità in corso di validità
  • Alcune banche potrebbero inoltre chiedere l’attestazione di pagamento dell’ultimo bollettino Inps
  • Denuncia del rapporto lavoro all’Inps (solo nel caso di lavoratrici straniere)

Al fine di un esito positivo la banca potrebbe richiedere, oltre ai documenti riportati, ulteriori garanzie.

La tabella sottostante riassume le condizioni per quelle colf che ottengano il prestito con cessione del quinto in busta paga.

Prestito con cessione per colf e badanti Dati relativi
Documenti da presentare Busta paga, CUD, codice fiscale, documento d’identità.
Attestazione di pagamento dell’ultimo bollettino Inps.
Denuncia del rapporto lavoro all’Inps (Nel caso di lavoratrici straniere).
Finalizzazione del prestito Si
Altre garanzie da esibire oltre al contratto (a tempo indeterminato) No.

Quali possono essere le formule di prestito alternative?

Le collaboratrici domestiche senza stipendio fisso che richiedano un prestito hanno facoltà di accedere ad altre forme di credito. Ma a condizioni più restrittive. Le badanti senza un contratto a tempo indeterminato possono ricorrere a quelle modalità di finanziamento che non richiedano una busta paga. Tra queste vi sono i prestiti senza garanzie, i prestiti cambializzati, il credito su pegno. Sono formule che permettono, a differenza della cessione del quinto, l’ottenimento di piccole somme in tempi rapidi.

Il prestito cambializzato, ad esempio, è valutato dagli istituti di credito come un prodotto finanziario ad alto rischio d’insolvenza. E’ una delle soluzioni più immediate per ottenere credito: con questa modalità il prestito viene infatti erogato in meno di 2 giorni lavorativi.
Il punto debole di questo prodotto è il tasso fisso, elevato rispetto ad altri prestiti.
E’ possibile accedervi anche nel caso in cui si sia segnalati come cattivi pagatori o protestati.

Il finanziamento con cessione del quinto è la tipologia più indicata per gli extracomunitari aventi un impiego stabile e continuativo. Mediante la cessione del quinto la somma concessa viene restituita tramite trattenute dalla busta paga. In questo caso il rischio d’insolvenza è pressoché assente, a meno che non sia il datore di lavoro a non registrare le rate.

Il prestito delega consiste in una formula similare alla cessione del quinto, ma con una soglia più alta. In questo caso la somma delle rate viene defalcata direttamente dal conto corrente. Con il prestito delega si può raggiungere una detrazione pari al 40% del netto in busta paga.

Quali importi possono ottenere le badanti grazie al prestito?

L’importo è strettamente legato a due fattori decisivi: le garanzie presentate all’istituto e l’ammontare dello stipendio. Con un contratto a tempo indeterminato si può ottenere una regolare cessione, e dunque somme piuttosto elevate.
Nel caso di contratti a tempo determinato bisogna invece accontentarsi di cifre solitamente inferiori a 5000 euro. In questo caso inoltre il piano di rientro non può superare la durata del contratto medesimo.

Considerazioni e valutazioni finali

L’ottenimento del prestito per le badanti non differisce dunque granchè dai criteri per i lavoratori normali. E’ importante però precisare che – per le colf straniere in regola – vi sono alcuni adempimenti supplementari e diversi documenti da produrre.

Il problema risiede nel fatto che questa categoria lavorativa raramente è regolarizzata dal punto di vista contrattuale. Questo spesso diviene per loro ostacolo all’accesso al credito, vincolandole a richiedere prestiti cambializzati.

Come ultima spiaggia, le badanti straniere possono ricorrere ai finanziamenti online.
I siti che li pubblicizzano permettono di ottenere piccole somme, inserendo i dati relativi alla specificità del proprio caso. Se il richiedente non ha un contratto, potrà infatti opzionare un finanziamento senza reddito dimostrabile.