Cessione del quinto: importi massimi

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Cessione del quinto: ecco gli importi complessivi medi

Esiste un tetto all’importo massimo della cessione del quinto di stipendio?
In questo articolo cerchiamo di approfondire questo aspetto legato ai prestiti finanziari. L’importo complessivo minimo solitamente si aggira sui 3.000 euro netti. Alcuni enti di credito indicano anche un importo massimo di riferimento. Come calcolarlo? La domanda in realtà è formulata in maniera fuorviante. Un tetto vero e proprio al finanziamento non esiste, dal momento che la cifra non è il risultato un dato singolo.

L’entità dell’importo finanziabile è infatti stimata sulla scorta della relazione percentuale di alcuni aspetti e stime. Tra questi innanzitutto la stima del profilo creditizio dell’azienda presso cui il richiedente lavora.

Nella cessione del quinto di stipendio, l’importo massimo ottenibile non deriva, a differenza del prestito personale, da una concessione dell’istituto in base al profilo del cliente. Non deriva nemmeno dal suo storico creditizio, o dalle garanzie offerte al momento della stipula. L’importo massimo concesso mediante la cessione è infatti la risultante di un più complesso calcolo matematico che mette in relazione determinati variabili finanziarie.

Vediamo dunque di seguito quali voci salienti concorrono a determinare gli importi massimi del prestito mediante cessione.

Stimare la rata massima della cessione del quinto: i criteri

Il calcolo della rata massima della cessione del quinto in busta paga è relazionata ai seguenti aspetti:

  • Il netto percepito dal lavoratore in busta paga,
  • L’importo del trattamento di fine rapporto (TFR) accantonato dal lavoratore;
  • L’anzianità lavorativa maturata dal titolare della cessione del quinto.

Il ruolo del Trattamento di Fine Rapporto nel calcolo dell’importo

Il TFR accantonato è il dato cardine per stimare l’importo concedibile in una cessione del quinto dello stipendio. Giocoforza, maggiore è l’anzianità lavorativa del dipendente, più alto sarà il TFR. Vi possono essere comunque casi diversificati:

  • Pur essendo assunti da parecchi anni, il lavoratore può aver maturato poco TFR.
  • Il dipendente ha già attinto al fondo pensionistico: abbiamo visto infatti casi in cui esso può essere offerto come garanzia per altri prestiti.
    In altri ancora il Tfr può essere aggredito dagli istituti di credito, qualora colui abbia una cessione del quinto perda il lavoro o l’azienda lo metta in casa integrazione a zero ore.

Alcune aziende scelgono di veicolare il TFR direttamente sulla busta paga mensile. In tal caso la cessione del quinto non può essere avviata dall’ente.

Come calcolare la rata? Alcuni esempi

Prendiamo come caso quello di un lavoratore dipendente con un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Con un percepito netto mensile pari a 1200 euro mensili, il 1/5 del suo stipendio sarà di 240 euro.
Qualora egli scelga di estinguere il prestito nell’arco di 10 anni avremo (senza calcolare i tassi), un montante lordo di:

240x12x10= 28.800 euro (ovvero 1/5 dello stipendio x 12 mensilità x 10 anni)

Se questo supera il risultato di TFR per il moltiplicatore, si terrà conto di questo secondo prodotto per erogare del capitale. Per conoscere la cifra limite bisogna però moltiplicare il TFR del dipendente per un moltiplicatore indicato dallo stesso istituto che eroga la somma.
All’importo ottenuto da questo calcolo verranno defalcate le spese: avremo così la cifra corrispondente all’importo massimo erogabile. Successivamente alla stipula del contratto il richiedente riceverà una somma. Questa sarà definita “montante netto” e corrisponderà al lordo del finanziamento.

Il ruolo delle assicurazioni nella valutazione del profilo aziendale

Sono sostanzialmente le assicurazioni a determinare l’esito di una richiesta di cessione del quinto. Per calcolare l’importo massimo è infatti necessaria una stima finanziaria da parte dell’ente che eroga il capitale. Questo perchè l’istituto di credito deve cautelarsi nel concedere una cessione del quinto.

Le società nelle quali almeno un dipendente abbia già avviato una cessione del quinto, vengono censite in specifiche banche dati da parte delle assicurazioni.

L’assicurazione interviene dunque valutando le possibilità di rientro dei capitali investiti.
Non solo. Nel prestito mediante cessione del quinto è inoltre presente, a norma di Legge, una polizza vita a copertura del debito in caso prematura scomparsa del titolare.
Nel momento in cui un’assicurazione censisce un’azienda, le attribuisce una serie di parametri. L’istituto di credito potrà avvalersi di tali stime per calcolare l’importo da concedere al cliente. In altri casi il parametro viene stimato in base alla singola azienda.

Voci che concorrono a formulare l’importo della rata Valori corrispondenti
Importo netto dello stipendio Si
TFR del lavoratore Si
Valutazione di stabilità dell’azienda presso cui il contraente lavora Si
Presenza di debiti pregressi (pignoramenti, pregressi) No

I criteri di valutazione da parte delle assicurazioni: ecco i dettagli

Le aziende con più di 16 dipendenti vengono ad esempio valutate diversamente, rispetto ad aziende con un numero inferiore di dipendenti.

E’ la valutazione da parte dell’assicurazione a determinare dunque il “montante massimo“. Questo “profiling aziendale“ genera un voto che fa da moltiplicatore al dato associato al Tfr. La moltiplicazione tra i due restituisce il montante massimo che il cliente può ottenere. Il montante è la somma dell’importo ottenuto dal cliente più i costi e gli interessi dovuti.

Gli ultimi due dati utili ai fini del calcolo dell’importo massimo ottenibile tramite la cessione sono:

  1. Lo stipendio netto;
  2. La durata massima applicabile in relazione all’età del richiedente (e dunque il suo TFR) e al tipo di prodotto.

Avremo perciò due montanti. Tra i due il montante massimo effettivo – che, decurtato dei costi e degli interessi ci darà l’importo ottenuto dal cliente – è considerato quello più basso.

Valutazioni conclusive in merito al calcolo della rata massima

Calcolare gli importi massimi in una cessione del quinto è un’operazione piuttosto complessa, dunque. Questo calcolo tiene infatti conto della sovrapposizione di diverse variabili, alcune delle quali generate, a propria volta, dalla valutazione dell’affidabilità finanziaria dei singoli contraenti. Dunque e’ assai difficile estrapolare una regola di massima: nel calcolo sono coinvolti infatti valori risultato del “profiling creditizio“ del singolo cliente.