Cessione del quinto nel 730

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La possibilità di defalcare i costi di un prestito rappresenta uno strumento di risparmio non indifferente al momento della dichiarazione dei redditi. E’ però importante prima di tutto sfatare un luogo comune assai diffuso. Spesso infatti si fa molta confusione quando si parla delle detrazioni su mutui e prestiti.

Come avremo modo di illustrare, la detraibilità è fortemente vincolata alla natura della cessione richiesta. Essa non è infatti possibile per quelle cessioni finalizzate al finanziamento di spese personali, come una ristrutturazione o l’acquisto di un’auto nuova per la nostra famiglia.
Vediamo quindi di fare luce sulla questione, cercando di capire in quali casi i prestiti personali siano detraibili e in quali non lo siano.

Cessione del quinto e detraibilità: una strada percorribile?

Quando si estingue anticipatamente la cessione del quinto di stipendio, sono diverse le voci per le quali abbiamo diritto al rimborso.
Tra questi aspetti ce n’è uno particolarmente rilevante. E’ quello riguardante il 730, ovvero quel modello che compiliamo al termine dell’anno fiscale per la dichiarazione dei redditi annui.
In caso di estinzione anticipata possiamo dunque detrarre dal 730 gli interessi relativi alla cessione del quinto.

Attenzione però. La detraibilità della cessione del quinto di stipendio in dichiarazione è rivolta ad una percentuale molto ristretta dei richiedenti.
Questi clienti dovranno infatti soddisfare particolari requisiti; vediamo dunque di seguito di quali si tratta.

Detraibilità della cessione del quinto nel 730: ecco chi può richiederla

La detraibilità della cessione del quinto dal 730 è rivolta ad una forbice di categorie piuttosto chiusa.
Non tutte le categorie di lavoratori e di pensionati possono infatti ricevere il rimborso dal 730. La detrazione degli interessi è possibile in un unico caso. Questa è infatti esclusivamente rivolta a coloro che abbiano ricevuto la cessione del quinto finalizzata alla propria attività lavorativa. Al tempo stesso è necessario che il cliente abbia una busta paga, e dunque sia lavoratore dipendente.
I clienti che avranno accesso al rimborso degli interessi sul 730 saranno inoltre quei lavoratori dipendenti che abbiano ricevuto una cessione del quinto per investire sul lavoro autonomo.

Riassumiamo dunque le condizioni salienti:

  • Lavoratori dipendenti a reddito fisso
  • Lavoratori che intendano investire sulla propria professione grazie ad un finanziamento
Nel caso in cui un autonomo o un libero professionista debba richiedere una somma con cui far fronte sia a necessità personali, è preferibile ripartire il finanziamento in due tranche. Sarà quindi necessario indicare la quota destinata alle esigenze personali e quella riguardante spese lavorative. Solo per quest’ultima voce sarà infatti possibile ottenere la detrazione fiscale degli interessi maturati. 

La tabella seguente illustra quali categorie di lavoratori abbiano facoltà di richiedere la detrazione delle spese legate alla cessione del quinto nel modello 730:

Profilo del lavoratore avente cessione del quinto di stipendio in busta paga Detraibilità nel 730
Lavoratore pensionato No
Lavoratore dipendente che abbia richiesto la cessione del quinto per prestiti di natura personale o familiare. No, dal momento che la cessione in questo caso dev’essere legata alla propria attività lavorativa.
Libero professionista autonomo. Si.

Dunque, la deducibilità non è tanto legata al numero di requisiti da soddisfare; piuttosto, il lavoratore per vedersi ridotte le spese al momento della dichiarazione dovrà rispondere ad un preciso profilo.

Cessione del quinto di stipendio: altre voci detraibili

Tra gli altri costi che è possibile detrarre nel 730 sono le spese assicurazione vita.
Questa, come abbiamo visto, deve essere obbligatoriamente sottoscritta al fine di ottenere un finanziamento con cessione del quinto.
Come già analizzato in altri articoli, si tratta della polizza mediante la quale l’ente finanziatore si cautela in caso di morte dell’intestatario della cessione.

Detraibilità del finanziamento: vediamo nel dettaglio le condizioni

Asserire che gli interessi sui prestiti siano detraibili dall’imposta non è al 100% corretto. La possibilità di detrarre gli interessi da un prestito dipende innanzitutto dalla tipologia di prestito. In secondo luogo, dipende da chi lo richiede.
Per maggior esattezza, dall’imposta lorda potrà essere defalcato un importo pari al 19% del premio assicurativo.
L’ammontare massimo di spesa detraibile non potrà invece superare i 530 euro. La tabella riportata di seguito spiega meglio le condizioni:

Voce di spesa Dati relativi
Finalizzazione della cessione Si (solo se la finalizzazione è investita per la propria attività professionale).
Importo percentuale defalcabile dal premio assicurativo 19%
Importo relativo alla spesa detraibile Non oltre 530 euro totali.

Valutazioni finali: chi può detrarre gli interessi dal 730?

Essendo destinati ad esigenze di natura squisitamente privata, i prestiti personali in generale non hanno diritto ad alcuna detrazione. Si tratta, come abbiamo visto in altri editoriali, di prestiti di natura finalizzata, cioè devono motivare una specifica spesa.
Fanno eccezione solo i prestiti personali sottoscritti da attività lavorative, o dalle aziende.
In nessun caso invece i privati invece hanno diritto al rimborso degli interessi passivi.

Per concludere, i prestiti personali sono detraibili dal proprio 730 solo per le seguenti categorie di lavoratori:

  • I lavoratori autonomi
  • i liberi professionisti
  • Le ditte e le aziende a carattere individuale, ovvero senza dipendenti.In sostanza, la detraibilità fiscale delle spese correlate alla cessione del quinto è possibile. A patto però che il finanziamento cui ci si riferisce sia a stato a suo tempo richiesto per finanziare la propria attività professionale. Non beneficiano di deducibilità fiscale i lavoratori pensionati. Nel loro caso, infatti, la cessione del quinto non solo non è finalizzata ad un investimento lavorativo, ma essi non rispondono al requisito di autonomia professionale che è la condizione cardine per beneficiare di questo agio a livello fiscale.